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Intitolare una via ad Almirante? Il Pdl farebbe bene a tacere
“Il passato di Giorgio Almirante non può essere cancellato dai voti presi e dai numerosi mandati parlamentari avuti, peraltro, con la forza politica erede dell'ignobile e collaborazionista Repubblica Sociale e giustamente fuori da quelle facenti parte dell'arco costituzionale. Fervente sostenitore delle teorie razziste del nazismo tedesco, Almirante fu firmatario del “Manifesto della razza” e collaboratore della rivista “La difesa della razza”. Anche dopo l’Armistizio si rese protagonista di una delle pagine più buie del nostro Paese, quella della fucilazione dei partigiani nel grossetano”. E’ quanto afferma Fabio Nobile, consigliere regionale PdCI/FdS. “Tutto questo –prosegue- non viene citato nelle note di chi, come il senatore Gramazio e di altri esponenti Pdl, parla di un’intitolazione di una via di Roma ad Almirante. Poi se Almirante è stato più volte eletto è solo grazie alla concessione che ha avuto dalla democrazia che il nostro Paese ha conquistato con la Resistenza, grazie al contributo di uomini e donne che hanno pagato con la propria vita. Diversamente sotto il regime fascista, di cui Almirante era sostenitore, i nemici subivano la fucilazione o morivano di carcere come Gramsci”. “Gramazio e gli altri esponenti del Pdl -conclude Nobile- farebbero bene a tacere e a ristudiarsi la storia dell’Italia, evitando di perder tempo in questa provocatoria e rozza battaglia di revisione storica”.
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