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Addio comandante Bentivegna |
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Il fango non cancella la verità
“Ringraziamo il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, per aver accolto la nostra richiesta di ricordare con un minuto di silenzio la scomparsa Rosario Bentivegna, partigiano e uomo di grandissimo valore il cui contributo per liberare il Paese deve rimanere indelebile nella memoria del nostro Popolo. Non ci sono menzogne che possano cancellare il coraggio di un uomo e di una generazione che ha pagato con la vita la lotta per il riscatto nazionale dall'oppressione nazifascista”. E’ quanto affermano, in una nota congiunta, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, consiglieri regionali della Federazione della Sinistra.
“Il fango e le offese sollevate dal consigliere Storace, che ha platealmente abbandonato l'aula durante il minuto di silenzio, non serviranno a cancellare la verità già accertata su via Rasella, un legittimo atto di guerra come stabilito dalla stessa Cassazione nel 1999. I rigurgiti della destra fascista –proseguono i consiglieri- hanno ripreso purtroppo legittimità e iniziativa, inserendosi in un dilagante revisionismo storico. Storace –concludono Peduzzi e Nobile- ormai esplicitamente si candida a farsene diretta espressione, anche con queste indegne modalità, solo per raccattare qualche votarello".
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Ignobili tentativi di reprimere il dissenso
“Testimonierò al processo che vede coinvolto Paolo Di Vetta, dirigente nazionale Usb e gli esponenti del comitato di lotta per la casa dopo i fatti di venerdì scorso al Cipe. La mia deposizione, in quanto testimone oculare dei fatti accaduti quella mattina, metterà in luce una verità che inequivocabilmente dovrà far tornare liberi tutti”. E’ quanto afferma il consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Fabio Nobile, presente questa mattina alla conferenza stampa indetta dai movimenti davanti alla sede di via della Mercede.
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Donne che osarono Democrazia
dalla Resistenza alla Costituzione
Giovedì 8 marzo 2012, ore 17.30
Via Carlo Maratta 3a (Metro B Piramide)
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Roberto Scialabba ucciso dai fascisti 34anni fa |
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Trentaquattro anni fa veniva brutalmente assassinato Roberto Scialabba. Freddato da un commando di fascisti dei Nar che quella sera del 1978 giravano per strade del quartiere Tuscolano con l’unico intento di ammazzare un compagno, uno qualsiasi.
Oggi è importante ricordare Roberto, un compagno che lottava, perché ricordare ancora una volta deve servire a guardare il presente con occhio attento. Legittimare chi continua a "fare il lavoro sporco", cioè i fascisti, è funzionale solo a mantenere l'esistente privo di un futuro e di una prospettiva di cambiamento. Fabio Nobile, segretario romano PdCI/FdS.
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